L’incentivo Resto al Sud 2.0 promuove l’avvio di iniziative economiche in forma di lavoro autonomo, libera professione e attività d’impresa in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.
Dotazione finanziaria: 356,4 milioni di euro.
L’incentivo è rivolto ai giovani tra i 18 anni già compiuti e i 35 anni non ancora compiuti in possesso di almeno uno dei seguenti requisiti:
Le iniziative economiche devono avere sede operativa nei territori delle Regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.
Sono ammissibili alle agevolazioni le iniziative economiche avviate nel mese precedente la data di presentazione della domanda e che sono inattive alla medesima data.
Le iniziative economiche possono essere avviate nelle seguenti forme:
È ammessa la partecipazione alle società di soggetti non rientranti nella categoria di beneficiari, se il controllo e l’amministrazione della società alla data di iscrizione della stessa al registro delle imprese e per i successivi tre anni sono detenuti da soggetti rientranti nelle categorie dei beneficiari.
Non si considerano in possesso dei requisiti i titolari ovvero i soci di un’attività che, anche se cessata nei sei mesi precedenti la presentazione della domanda, risulta avere un codice Ateco identico, fino alla terza cifra di classificazione delle attività economiche, a quello corrispondente all’iniziativa economica oggetto della domanda di agevolazione.
*I giovani che non svolgono attività lavorativa o che ricavano da una attività lavorativa un reddito annuo inferiore ad euro 8.000, in caso di lavoro subordinato o parasubordinato, o inferiore ad euro 4.800 in caso di lavoro autonomo.
**I giovani che: i. non svolgono attività lavorativa e non sono titolari di partita IVA attiva; ii. non fanno parte, in qualità di socio ovvero di amministratore, di una società iscritta al registro delle imprese e attiva.
Con Resto al Sud 2.0 sono finanziabili:
Sono escluse le attività di produzione primaria nei settori dell’agricoltura, della pesca e dell’acquacoltura.
Sono ammissibili alle agevolazioni le seguenti spese:
Sono quindi escluse le seguenti spese:
***Enti del Terzo settore iscritti al Registro unico nazionale del Terzo settore (RUNTS) di cui all’art. 45 del decreto legislativo 3 luglio 2017, n. 117.
L’agevolazione consiste in un contributo a fondo perduto:
****In presenza di una delle seguenti condizioni:
Bando a sportello. Le domande vengono valutate da Invitalia entro 90 giorni dall’invio, in base all’ordine cronologico di presentazione e nei limiti delle risorse finanziarie disponibili.
Non sono previste graduatorie.