L’incentivo Resto al Sud 2.0 promuove l’avvio di iniziative economiche in forma di lavoro autonomo, libera professione e attività d’impresa nelle regioni del Sud e nelle isole (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia). La dotazione finanziaria complessiva è di 356,4 milioni di euro.
Possono accedere all’agevolazione i giovani tra i 18 e i 35 anni non ancora compiuti, in possesso di almeno uno dei seguenti requisiti: essere inoccupati, inattivi o disoccupati; essere disoccupati del Programma GOL (Garanzia di occupabilità dei lavoratori); oppure essere lavoratori “working poor” con reddito da lavoro dipendente o autonomo entro i limiti previsti dalla normativa.
Le iniziative economiche devono avere sede operativa in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna o Sicilia. Sono ammissibili le iniziative avviate nel mese precedente la presentazione della domanda e inattive alla stessa data. Le attività possono essere avviate nelle seguenti forme: lavoro autonomo, impresa individuale, società di persone, società a responsabilità limitata, società cooperativa, libera professione e società tra professionisti.
È possibile la partecipazione di soggetti non beneficiari in qualità di soci, a condizione che controllo e amministrazione della società siano detenuti da beneficiari al momento dell’iscrizione al registro delle imprese e per i successivi tre anni. Non sono ammessi i titolari o soci di attività cessate nei sei mesi precedenti con lo stesso codice Ateco fino alla terza cifra.
Sono finanziabili attività produttive nei settori dell’industria e dell’artigianato, nonché la trasformazione di prodotti agricoli, della pesca e dell’acquacoltura; servizi a persone e imprese; turismo; commercio; e attività libero-professionali, sia individuali che societarie. Sono escluse le attività di produzione primaria nei settori dell’agricoltura, della pesca e dell’acquacoltura.
Le spese ammissibili comprendono opere edili per ristrutturazione e manutenzione straordinaria (solo per i programmi di investimento e nel limite del 50% delle spese ammesse), macchinari, impianti, attrezzature e arredi nuovi di fabbrica, programmi informatici e servizi ITC, immobilizzazioni immateriali (es. sviluppo digitale, marchi, competenze tecnologiche), e consulenze tecnico-specialistiche rese da Enti del Terzo Settore (ETS) entro il limite del 30% delle spese ammesse. Le consulenze devono essere finalizzate a innovazione di processo o prodotto, sviluppo di prototipi o acquisizione di certificazioni ambientali/energetiche.
Sono escluse le spese per acquisto di terreni o immobili, consulenze per la domanda, consulenze legali/fiscali, materie prime e semilavorati, personale, utenze, locazioni, consulenze non tecnico-specialistiche e leasing.
L’agevolazione è concessa sotto forma di contributo a fondo perduto e prevede:
100% delle spese per progetti fino a € 40.000 (fino a € 50.000 se sono presenti investimenti innovativi/tecnologici/digitali o sostenibili e se si acquisiscono consulenze tecnico-specialistiche da ETS);
75% delle spese per progetti fino a € 120.000;
70% delle spese per progetti oltre € 120.000 e fino a € 200.000.
La presentazione delle domande per Resto al Sud 2.0 tramite Invitalia è aperta a sportello. Lo sportello online è stato attivato dalle ore 12:00 del 15 ottobre 2025, e da quella data è possibile compilare e inviare la richiesta di agevolazione attraverso l’area personale del sito di Invitalia, previa registrazione dell’iniziativa e accesso con identità digitale (SPID, CIE o CNS).