L’iniziativa attiva il terzo sportello del Fondo per il sostegno alla transizione industriale, che ha l’obiettivo di favorire l’adeguamento del sistema produttivo italiano alle politiche UE sulla lotta ai cambiamenti climatici.

Beneficiari

Possono accedere le imprese, di qualsiasi dimensione e operanti sull’intero territorio nazionale, che, alla data di presentazione della domanda devono:

  • essere regolarmente costituite, iscritte e “attive” nel registro delle imprese;
  • operare nel settore manifatturiero di cui alla sezione C della classificazione delle attività economiche ATECO 2007;
  • essere nel pieno e libero esercizio dei propri diritti, non essere in liquidazione volontaria e non essere sottoposte a procedure concorsuali;
  • non essere già in difficoltà al 31 dicembre 2019;
  • non rientrare tra i soggetti che hanno ricevuto e, successivamente, non rimborsato o depositato in un conto bloccato, gli aiuti individuati quali illegali o incompatibili dalla Commissione europea;
  • aver restituito somme dovute a seguito di provvedimenti di revoca di agevolazioni concesse dal Ministero;
  • essere in regola con le disposizioni vigenti in materia obblighi contributivi;
  • non trovarsi in una delle situazioni di esclusione previste dall’art. 5, comma 2, del DM 21 ottobre 2022.

Il 40% delle risorse è destinato al finanziamento di progetti da realizzare nelle Regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.
Il 50% delle risorse è riservata alle imprese energivore (ovvero quelle inserite nell’elenco tenuto dalla Cassa per i Servizi Energetici e Ambientali – CSEA, relativo alle imprese a forte consumo di energia ai sensi dell’articolo 19, comma 2, della legge 20 novembre 2017, n. 167).

Tipologia di interventi e spese ammissibili

I programmi di investimento devono riguardare una sola unità produttiva dell’impresa proponente e devono perseguire almeno una delle seguenti finalità:

  • migliorare l’efficienza energetica nello svolgimento delle attività aziendali;
  • promuovere un utilizzo più efficiente delle risorse, riducendone il consumo anche attraverso il riuso, il riciclo o il recupero di materie prime e/o l’impiego di materiali riciclati.

Tali programmi devono essere orientati esclusivamente al miglioramento della sostenibilità ambientale dei processi aziendali. Non sono ammessi interventi che comportino un aumento della capacità produttiva, salvo eventuali incrementi derivanti da esigenze tecniche, purché non superiori al 20% rispetto alla situazione precedente all’intervento.
Gli investimenti devono essere avviati dopo la presentazione della domanda di accesso al Fondo, prevedere spese ammissibili complessive comprese tra 3 e 20 milioni di euro ed essere realizzati entro 36 mesi dalla concessione del contributo. È possibile una proroga, non superiore a 12 mesi. Entro tale termine gli investimenti devono entrare in funzione ed essere pienamente operativi.

Spese ammissibili

Sono ammissibili alle agevolazioni le spese strettamente funzionali alla realizzazione dei programmi di investimento, relative all’acquisto o alla costruzione di immobilizzazioni che riguardino:

  • suolo aziendale e relative sistemazioni (entro il 10% dell’investimento totale ammissibile);
  • opere murarie e assimilate (entro il 40% dell’investimento totale ammissibile e solo se connesse agli obiettivi ambientali);
  • impianti e attrezzature varie di nuova fabbricazione;
  • programmi informatici, brevetti, licenze, know-how e conoscenze tecniche non brevettate.

Sono inoltre ammesse le spese per la formazione del personale, nello specifico:

  • spese di esercizio relative a formatori e partecipanti, nonché ai servizi di consulenza connessi al progetto;
  • spese di personale riferite ai formatori;
  • costi per servizi di consulenza legati al progetto di formazione.

Entità e forma dell’agevolazione

Le agevolazioni sono concesse sotto forma di contributo a fondo perduto, nei limiti stabiliti dalle regole sugli aiuti di Stato. L’ammontare del contributo varia a seconda del tipo di progetto, della sua ubicazione geografica, della dimensione dell’impresa e dei target ambientali da raggiungere.

  • Miglioramento dell’efficienza energetica
    Per questi investimenti è previsto un contributo pari al 30% delle spese ammissibili, quando tali spese sono calcolate confrontando i costi previsti con quelli di uno scenario in assenza di aiuto.
    Si applicano maggiorazioni: +20% per piccole imprese, +10% per medie imprese, +15% se l’investimento è in zone A, +5% in zone C.
    Se si sfruttano completamente tutti i costi dell’investimento (ossia, se le spese ammissibili coincidono con il 100% dei costi), l’intensità e le maggiorazioni sono ridotte del 50%.
  • Efficienza energetica negli edifici aziendali
    L’entità dell’aiuto può essere 30% o 25% a seconda dei casi, con le stesse maggiorazioni per dimensione impresa e ubicazione territoriale. La predetta intensità di aiuto può essere maggiorata di 20 punti percentuali per le piccole imprese, 10 punti percentuali per le medie imprese, fino a 15 punti percentuali per investimenti effettuati nelle zone assistite. È prevista una ulteriore maggiorazione (15%) se l’intervento consente un miglioramento di almeno il 40% nella prestazione energetica misurata in energia primaria rispetto alla situazione precedente.
  • Impianti da autoproduzione di energia
    – Per impianti da fonti rinnovabili, idrogeno rinnovabile o cogenerazione ad alto rendimento: contributo pari al 45% delle spese, con maggiorazioni per piccole (20%) e medie imprese (10%).
    – Per altri tipi di impianti di stoccaggio o cogenerazione non alto rendimento: contributo pari al 30%, anch’esso con maggiorazioni analoghe.
  • Uso efficiente delle risorse
    Gli investimenti che puntano a un uso più sostenibile delle risorse usufruiscono di agevolazioni pari al 40% delle spese ammesse. Anche in questo caso sono previste maggiorazioni legate a dimensione impresa e area geografica.
  • Cambiamento del processo produttivo
    Gli investimenti orientati a modifiche fondamentali nei processi produttivi ricevono contributi la cui intensità è determinata in base alla tipologia dell’impresa e alla zona territoriale d’intervento, secondo quanto previsto dalla normativa regionale sugli aiuti.

Scadenza

La domanda può essere presentata dalle 12.00 del 17 settembre 2025 alle 12.00 del 10 dicembre 2025.
Le imprese possono presentare una singola domanda per unità produttiva, indipendentemente dalla pluralità di obiettivi ambientali perseguiti.
È prevista la formazione di una graduatoria sulla base dei punteggi attribuiti ai singoli programmi di investimento. In caso di parità di punteggio sarà data preferenza alla domanda di agevolazione il cui contributo agevolativo risulti più contenuto.

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